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Una storia vera accaduta ad Alessandro “Acc” Acciardi e Bunny
Perché la gente và ad Amsterdam? Per tuffarsi nella “cultura del posto” senza che nessuno lo sappia e possa giudicarli: andare in Belgio è la stessa cosa (solo, con il 70% di cacao in più). Ho contato più negozi di cioccolato che bambini, il che la dice lunga sulla loro filosofia di vita.

Per le strade c’erano solo cioccolaterie. Niente mini market, niente compro-oro, niente parrucchieri, solo cioccolaterie. C’erano alcune gioiellerie eleganti qua e là che…ah no, erano altre cioccolaterie . Ai belgi non servono tabaccai o farmacie, serve solo cioccolato.
Se adesso non salta fuori che il loro capo di Stato è Willy Wonka, ci rimarrò male.

Io ho il mio mal di diaframma da reflusso a ricordarmi di non esagerare col cioccolato (parlo di quantità folli tipo due quadratini, quando è un giorno buono), mentre lo stomaco di Bunny può ospitarne una gran quantità senza riportare effetti collaterali (che non siano camuffabili con un pò di fondotinta). Proprio Bunny fu la salvezza.

Quando nella più antica ed elegante cioccolateria di Bruges (quella città che vi appare sempre come screensaver dei pc al lavoro) chiedi una cioccolata, ti portano una scodella di latte e un muffin di cioccolato concentrato da romperci dentro.
Avessi chiesto un hamburger immagino mi avrebbero dato una padella e una mucca.

Comunque, nonostante il costo, l’ambiente pregiato e il dovermela preparare da solo…due sorsi e già non mi andava più.
Fu Bunny a salvare la situazione con un impeccabile gioco di squadra: lei finiva la sua cascata lavica e la mia “cioccolata servita da persone pigre”, io mi assicuravo Bunny stessa non cadesse dentro la scodella di latte senza riuscire più ad uscirne.
“Grande” Bunny.

Dire solo che il Belgio ama il cioccolato sarebbe riduttivo e fuorviante: il Belgio ha un vero problema con il cioccolato 🦘
