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Una storia vera accaduta ad Alessandro “Acc” Acciardi
State per leggere una storia vera…giusto così, per ricordarlo ancora una volta.
Sarà perché la domenica sera l’angoscia del lavoro al giorno dopo ci rende tutti fuori di testa o sarà stata la troppa Tequila, ma decisi di rallentare il ritorno a casa per accostare e guardare le stelle. Per vederle da più in alto, presi poi un buissimo sentiero che saliva per la montagna: tutte premesse giuste per una puntata di “Chi l’ha visto?”.
Non mi aspettavo l’ascesa sarebbe finita davanti ad un cancellone chiuso che sembrava dare su un parco dalla vista incredibile sul lago di Como e le sue luci. Era troppo bello per non rischiare, così mi infilaii in una porticina lasciata aperta sul perimetro. L’umanità supererà la velocità della luce quando troveranno il modo di mettere nei motori un wallaby curioso.
Una chiesa con statue e tombe annesse non farebbe paura di per sé, ma con le tenebre, anche il cartello “zona sacra” mi spaventò più di un trattore nel traffico. Il momento di svolta fu l’accorgermi che qualcuno aveva chiuso la porticina dalla quale ero entrato. Meglio restare a congelare tutta la notte o tentare di scavalcare? Se si fosse presentato un cane da guardia, sarei stato spacciato.
Da una zona buia, arrivò silenziosamente un’auto nera, parecchio vecchia ma lucidissima, che fece per venire verso di me. Saltai dietro la fontana prima d’essere illuminato dai fari. Avete mai giocato con la fantasia tipo al supermercato mentre i vostri facevano la spesa? Quello era meglio.
Quando il cancellone si aprì per far uscire la macchina, la seguii con un dignitosissimo passo d’oca fino a riguadagnare la libertà e tornare a casa con una storia in più da raccontare. So d’essere stato irresponsabile, ma se il mondo non vuole essere esplorato allora è meglio che la smetta di provocarmi con queste avventure fighissime.




