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Una storia vera accaduta ad Alessandro “Acc” Acciardi
Questo è un racconto vero su come il Brazilian Jiu Jitsu non sia facile e non sia per tutti, probabilmente non è nemmeno qualcosa che fa per me, ma è anche una racconto su come il coraggio sia universale e, per fortuna, contagioso.
Anche stavolta, Teo aveva provato a tirare fuori qualcosa di buono da questo Wallaby cintura bianca dalla battuta pronta ma dalla tecnica assente. Come se fosse un desiderio da poter esprimere a Natale, non speravo in primi posti o medaglie: solo di vincere una lotta. Ok, magari anche di non lasciare una pozza marrone davanti a tutti, ma soprattutto di vincerne una.
Acc-“Voglio vincerne almeno una Teo”.

Accanto avevo Ilaria che avrebbe lottato senza paura contro avversarie molto più esperte, Luchino che poteva rompere una caviglia in pochi secondi (storia vera), Arlen che è praticamente un eroe action dei film anni ’80 e Tommy che sembra un surfista rilassato, quasi sbadiglia, mentre abbatte uomini-nuvola (nel senso di molto muscolosi).
Il mio superpotere è l’umorismo, quindi fate un pò voi.

Avevo paura e avevo uno squarcio nella divisa che sarebbe valsa una squalifica già prima di cominciare. Teo aveva una tattica wallaby e tanta pazienza: così mi tirò su una gamba del pantalone per coprire il buco e mi accompagnò al tatami.
Teo-“Dai, ti accompagno direttamente io”
Acc-“Voglio vincerne almeno una Teo”
Fine prima parte

Un ultimo, ultimissimo tentativo di vincere almeno una gara da una cintura bianca ormai agli sgoccioli (ma dotato di molta ironia) 🦘

Stella mia apprezzo tanto il tuo impegno…dai che se un giorno ci vediamo dal vivo mi faccio atterrare da te ( non opporrei resistenza ma tanto anche se lo facessi non cambierebbe nulla )…ma solo da te perchè ti voglio un gran bene! ( con gli altri tirerei fuori il mio kukri da 45 cm e non pensare sia un’allusione sessuale! )